{"id":5,"date":"2013-05-04T00:21:38","date_gmt":"2013-05-04T00:21:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ecbiz172.inmotionhosting.com\/~cultur53\/ortodossia.eu\/?p=5"},"modified":"2015-06-02T17:15:45","modified_gmt":"2015-06-02T15:15:45","slug":"la-discesa-agli-inferi-del-signore-e-licona-della-resurrezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/2013\/05\/04\/la-discesa-agli-inferi-del-signore-e-licona-della-resurrezione\/","title":{"rendered":"La discesa agli inferi del Signore e l\u2019icona della Resurrezione"},"content":{"rendered":"<p>A differenza dell\u2019arte religiosa del Rinascimento, che ha tentato di rappresentare in maniera realistica, ma con risultati poco convincenti, l\u2019uscita di Cristo dal sepolcro, l\u2019iconografia ortodossa ha scelto di rappresentare la Resurrezione con un linguaggio simbolico.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>L\u2019icona della Resurrezione (Anastasis) mostra Cristo che libera dall\u2019Ade uomini e donne, tra cui si riconoscono spesso, per l\u2019aureola che circonda il loro volto, i patriarchi dell\u2019Antico Testamento collocati alla sua destra. Prendendoli per mano li fa uscire dalle profondit\u00e0 della terra, mentre calpesta le porte infernali che giacciono scardinate\u00a0 vicino a serrature infrante e catene spezzate. Se la si vuole inserire in una cronologia storica, la scena si svolge mentre Cristo \u00e8 ancora morto, prima della sua resurrezione, proprio nel momento in cui per mezzo della propria morte vince la Morte.<\/p>\n<p>La liberazione dei prigionieri degli inferi \u00e8 in parte un ricordo della Prima Lettera di Pietro, dove l\u2019apostolo dice che Cristo, \u00abmesso a morte nella carne ma vivificato nello spirito, in esso and\u00f2 a portare l\u2019annuncio anche agli spiriti in prigione che un tempo erano stati disobbedienti\u00bb (3, 18-19). L\u2019apostolo aggiunge poco dopo\u00a0 che \u00ab\u00e8 stata annunciata la buona novella anche ai morti, affinch\u00e9, giudicati secondo gli uomini nella carne, vivano secondo Dio nello Spirito\u00bb (4, 6). Ma, come \u00e8 stato notato, la fonte letteraria pi\u00f9 diretta di questa icona \u00e8 forse un passo di un apocrifo del V secolo noto come Vangelo di Nicodemo (21, 3):<\/p>\n<p>Venne allora una voce che diceva: \u00abAprite le porte!\u00bb Udita questa voce per la seconda volta, l\u2019Ade rispose come se non lo conoscesse dicendo: \u00abChi \u00e8 questo re della gloria?\u00bb Gli angeli del padrone gli risposero: \u00abUn Signore forte e potente, un Signore potente in guerra!\u00bb A queste parole, le porte bronzee furono subito infrante e ridotte a pezzi, le sbarre di ferro polverizzate, e tutti i morti, legati in catene, furono liberati e noi con essi. Ed entr\u00f2, come un uomo, il Re della Gloria e furono illuminate tutte le tenebre dell\u2019Ade.<\/p>\n<p>Questa narrazione \u00e8 evidentemente \u201cmitologica\u201d. Se la Chiesa non ha avuto timore di utilizzala non \u00e8 per il suo valore storico, ma per il suo valore simbolico. Inoltre l\u2019episodio cita alcuni testi dei Salmi,\u00a0 interpretandoli come una profezia della Resurrezione. La prima parte \u00e8 una citazione del Salmo 24, 7-10, che per due volte ripete: \u00abAlzate principi le vostre porte, fatevi alzare porte secolari, ed entrer\u00e0 il Re della gloria. Chi \u00e8 questo Re della gloria? Il Signore forte e potente\u00bb. L\u2019autore del testo ha visto nei \u00abprincipi\u00bb le potenze diaboliche, e nelle \u00abporte secolari\u00bb le porte dell\u2019Ade.<\/p>\n<p>La seconda parte del passo \u00e8 invece una lettura del Salmo 107, 14-16: \u00abLi trasse dalle tenebre e dall\u2019ombra di morte e spezz\u00f2 le loro catene. Confessino al Signore le sue misericordie e le sue meraviglie per i figli degli uomini, perch\u00e9 ha infranto le porte di bronzo e ha spezzato le sbarre di ferro\u00bb. L\u2019icona dell\u2019Anastasis raffigura proprio le porte di bronzo infrante e le catene spezzate che prima della vittoria di Cristo avvincevano gli uomini nell\u2019\u00abombra di morte\u00bb.<\/p>\n<p>Anche se l\u2019iconografo che per primo dipinse l\u2019icona dell\u2019Anastasis si \u00e8 ispirato al vangelo apocrifo di Nicodemo, il contenuto dell\u2019icona \u00e8 dunque del tutto biblico.<br \/>\nRitroviamo del resto gli stessi temi, senza traccia del Vangelo di Nicodemo, nei tropari dell\u2019ufficio della notte di Pasqua:<\/p>\n<p>Avvolto nella sindone e composto nel sepolcro hai liberato i prigionieri che acclamano. Non c\u2019\u00e8 santo all\u2019infuori di te, o Signore.<\/p>\n<p>Quando tu vincesti col vigore del pi\u00f9 forte, allora la tua anima [che discese negli inferi] si divise dalla carne [che rest\u00f2 nel sepolcro]. Entrambe infatti spezzano le catene della morte e dell\u2019Ade, in virt\u00f9 del tuo potere o Logos.<\/p>\n<p>Regna l\u2019Ade sulla stirpe dei mortali ma non in\u00a0 eterno. Tu infatti, o potente, deposto nella tomba hai infranto i chiavistelli della morte con mano vivificante, e hai annunciato la vera liberazione a quanti l\u00e0 dormivano da secoli, o Salvatore, divenuto primogenito tra i morti.<\/p>\n<p>Il secondo Adamo che dimora nel pi\u00f9 alto dei cieli \u00e8 disceso verso il primo, fino alle stanze segrete dell\u2019Ade.<\/p>\n<p>Esulti il creato, si rallegrino tutti gli abitanti della terra: \u00e8 stato spogliato l\u2019Ade, il nemico! Io libero Adamo insieme a Eva, con tutta la loro stirpe, e il terzo giorno risorger\u00f2.<\/p>\n<p>Il testo del Vangelo di Nicodemo dice che \u00abtutti i morti furono liberati\u00bb, non solo i Santi dell\u2019Antico Testamento, e in effetti l\u2019icona dell\u2019Anastasis raffigura spesso, mentre escono dalla bocca dell\u2019inferno, anche uomini senza aureola. Nella tradizione cattolica si \u00e8 diffusa l\u2019idea che a essere liberati da Cristo sarebbero stati invece solo i Patriarchi. Il beato Agostino di Ippona, che talvolta nei suoi scritti si \u00e8 allontanato dall\u2019ortodossia, in una sua lettera afferma che \u00abnon deve trarsi la conseguenza per cui si dovrebbe credere che sia stata concessa a tutti la grazia che la divina misericordia e giustizia ha accordato solo ad alcuni\u00bb. Tommaso d\u2019Aquino confermer\u00e0 questa dottrina aggiungendo addirittura che la discesa di Cristo agli inferi \u00abebbe per effetto di confondere [i dannati] per la loro incredulit\u00e0\u00bb, e anche che non furono liberati i bambini morti senza battesimo! \u00c8 difficile comprendere tanta durezza, che sembra quasi un residuo delle credenze manichee che Agostino aveva professato prima di convertirsi (i Manichei credevano infatti che esistesse un dio malvagio altrettanto potente del Dio misericordioso). I Padri ortodossi affermano il contrario. San Massimo il Confessore, commentando la Prima Lettera di Pietro, dice che Cristo liber\u00f2 coloro che \u00abpi\u00f9 che per la loro ignoranza di Dio, venivano puniti per i mali che avevano inflitto agli altri\u00bb (A Talassio, 7). Massimo, come sempre, \u00e8 molto cauto nel parlare della grande misericordia di Dio, perch\u00e9 teme che i peccatori traggano dalle sue parole motivi per non pentirsi, ma queste sue parole sono dense di implicazioni. Se la teologia occidentale sostiene che vennero liberati solo i Patriarchi, che erano giusti ed erano puniti soltanto perch\u00e9 non avevano potuto conoscere il Cristo, Massimo lascia intendere in primo luogo che Dio non si preoccupa dell\u2019appartenenza religiosa, ma del male che gli uomini hanno commesso, e in secondo luogo, che Cristo liber\u00f2 anche coloro condannati per i loro peccati, perch\u00e9 diede loro la possibilit\u00e0 di convertirsi e, come dice l\u2019apostolo Pietro, di \u00abvivere secondo Dio nello Spirito\u00bb. Come ha notato il vescovo Ilarion Alfeev in una conferenza intitolata Cristo vincitore degli inferi (pubblicata sotto forma di opuscolo dal Monastero di Bose, e dalla quale ho tratto alcune delle citazioni che precedono), \u00abnessun padre orientale si \u00e8 mai permesso di determinare chiaramente chi sia stato lasciato agli inferi dopo la discesa di Cristo; nessuno ha mai parlato di bambini non battezzati lasciati negli inferi\u00bb. Anzi, \u00abi Padri parlano [\u2026] della distruzione totale degli inferi, dicendo che dopo la discesa di Cristo non rimase pi\u00f9 nessuno, eccetto il diavolo e i demoni\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco il motivo della scelta dell\u2019Ortodossia di rappresentare la Resurrezione con la discesa agli inferi e non con l\u2019uscita di Cristo dal sepolcro. La resurrezione di Cristo non \u00e8 solo il rianimarsi del suo corpo, ma \u00e8 la resurrezione in lui di ogni uomo. Cristo \u00e8 morto per distruggere la morte, \u00e8 sceso negli inferi per scardinarne le porte e conquistarlo.<\/p>\n<p>Aggiungerei, per concludere e collegare queste annotazioni alla nostra vita attuale e alla Pasqua che stiamo per celebrare, che l\u2019icona dell\u2019Anastasis e la tradizione relativa alla discesa di Cristo agli inferi non riguardano solo l\u2019inferno in senso proprio, ma anche i nostri inferni quotidiani, l\u2019ombra di morte e le catene che ci avvolgono ogni giorno. Anche questi Cristo distrugge e anche da questi ci libera. Ges\u00f9 non cessa di scendere agli inferi, come possiamo leggere in un\u2019omelia attribuita a san Macario l\u2019Egiziano: \u00abQuando senti che in quel tempo il Signore liber\u00f2 le anime dagli inferi e dalle tenebre, che discese agli inferi e comp\u00ec un\u2019opera mirabile, non pensare che tutte queste cose siano lontane dalla tua anima [\u2026]. Il Signore viene nelle anime che lo cercano, nel profondo degli inferi del cuore , e l\u00ec ordina alla morte: \u201cRilascia le anime prigioniere che cercano me e che tu trattieni con la forza\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Anche coloro a cui sembra che l\u2019ombra di morte non si dissolva non disperino. Se Dio permette questi inferi \u00e8 per insegnarci l\u2019umilt\u00e0. San Silvano del Monte Athos racconta che, tormentato dai demoni che gli impedivano di pregare, chiese aiuto a Ges\u00f9, e ud\u00ec il Signore rispondergli: \u00abTieni il tuo spirito agli inferi e non disperare\u00bb.<\/p>\n<p>Da allora \u2013 continua san Silvano \u2013\u00a0 io tengo il mio spirito agli inferi e brucio nel fuoco tenebroso, e ardo d\u2019amore per il Signore, e lo cerco con le lacrime e grido: \u00abLa fine \u00e8 vicina, io morir\u00f2 e abiter\u00f2 nella buia prigione dell\u2019inferno. L\u00e0 io, solo, brucer\u00f2, e avr\u00f2 nostalgia del Signore e pianger\u00f2: Dove sei, mio Signore, tu che la mia anima conosce?\u00bb<\/p>\n<p>E da questo pensiero trassi grande giovamento. Il mio spirito venne purificato e l\u2019anima mia trov\u00f2 risposo.<\/p>\n<p>Renato Giovannoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest&#8217;anno gli ortodossi di tutto il mondo festeggiano la Pasqua il 5 Maggio. La festa pi\u00f9 importante dell&#8217;anno, viene dipinta nelle icone con l&#8217;aiuto di un linguaggio ricco di simboli.<\/p>\n<p>A differenza dell\u2019arte religiosa del Rinascimento, che ha tentato di rappresentare in maniera realistica, ma con risultati poco convincenti, l\u2019uscita di Cristo dal sepolcro, l\u2019iconografia ortodossa ha scelto di rappresentare la Resurrezione con un linguaggio simbolico.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":24,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-5","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-iconografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5\/revisions\/12"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}