{"id":38,"date":"2013-12-02T00:57:23","date_gmt":"2013-12-02T00:57:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ecbiz172.inmotionhosting.com\/~cultur53\/ortodossia.eu\/?p=38"},"modified":"2015-04-28T01:03:47","modified_gmt":"2015-04-28T01:03:47","slug":"non-si-puo-essere-qualcosa-di-piu-di-un-cristiano-una-conversazione-con-padre-gabriel-bunge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/2013\/12\/02\/non-si-puo-essere-qualcosa-di-piu-di-un-cristiano-una-conversazione-con-padre-gabriel-bunge\/","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 essere qualcosa di pi\u00f9 di un cristiano: una conversazione con padre Gabriel Bunge"},"content":{"rendered":"<p>P. Gabriel (Bunge) \u00e8 nato nel 1940 a Colonia, in Germania, da padre luterano e madre cattolica. All&#8217;et\u00e0 di ventidue anni \u00e8 entrato nell&#8217;Ordine benedettino in Francia, \u00e8 stato ordinato sacerdote nel 1972. Ha dedicato molti anni allo studio delle opere di Evagrio Pontico. Dal 1980 ha vissuto nello skit (eremo) della Santa Croce nel cantone svizzero del Ticino, dove segue l&#8217;antica regola di San Benedetto. \u00c8 stato ricevuto nella Chiesa ortodossa nel 2010.<\/p>\n<p><!--more-->I suoi libri includono:\u00a0<em>Vasi di argilla<\/em>: la pratica della preghiera personale secondo la tradizione patristica,\u00a0<em>Lo spirito consolatore<\/em>. Il significato dell&#8217;iconografia della santa Trinit\u00e0 dalle catacombe a Rublev,\u00a0<em>Vino dei draghi e pane degli angeli<\/em>. L&#8217;insegnamento di Evagrio Pontico sull&#8217;ira e la mitezza e\u00a0<em>Ak\u00e8dia<\/em>: il male oscuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Padre Gabriel, la sua vita \u00e8 cambiata da quando \u00e8 diventato ortodosso?<\/strong><\/p>\n<p>Certo, \u00e8 cambiata molto, anche in modo sostanziale. Come ho gi\u00e0 detto diverse volte, raccontando la mia storia personale, ho fatto la conoscenza dell&#8217;Ortodossia, in origine con la Chiesa greca, all&#8217;et\u00e0 di 21 anni, nel 1961. \u00c8 nel 2010 che sono diventato ortodosso. Conoscevo molto bene le Chiese ortodosse &#8211; tra cui la Chiesa russa &#8211; ma dall&#8217;esterno, che non \u00e8 la stessa cosa. Avevo conosciuto l\u2019Ortodossia a parte il fatto essenziale della comunione sacramentale, che mi era sempre mancata, e che alla fine \u00e8 diventata il motivo principale per cui ho fatto questo passo. Perch\u00e9 molti mi hanno detto: &#8220;Ma la comunione spirituale non era abbastanza per lei?&#8221; In effetti, non lo era. In ultima analisi, questa non era abbastanza per me.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, si pu\u00f2 arrivare a conoscere qualcosa bene, in modo fine, dall&#8217;esterno. Anche se le relazioni che ho avuto con gli ortodossi erano gi\u00e0 eccellenti, partecipare alla vita interna della Chiesa \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa. E per me, dal momento che sono un monaco, questo ha avuto effetto su di me anche al livello del monachesimo. Oggi posso confrontarmi in modo del tutto diverso con i miei fratelli, di quanto potevo quando mi trovavo su una soglia alta, per cos\u00ec dire, ma non ero un membro a pieno titolo della Chiesa.<\/p>\n<p>Oggi ho le mie perplessit\u00e0 e le mie domande. Sono vecchio, e tutti mi fanno domande &#8211; voi compresi. Ma io a chi posso fare domande? \u00c8 difficile. Spero che questo non sembri indiscreto, ma io ho avuto perplessit\u00e0 sulla mia vita come schema-monaco. Ora posso andare &#8211; e sono andato &#8211; in tutta semplicit\u00e0 alla Lavra della Trinit\u00e0 e di san Sergio e fare un lungo colloquio con lo starets Ilya [Reyzmir] &#8211; che \u00e8 circa della mia et\u00e0, solo un po\u2019 pi\u00f9 giovane. E lui mi ha dato la risposta che avrei potuto dare a qualcun altro, ma che non ho il diritto di dare a me stesso. Si deve chiedere. Ci\u00f2 non sarebbe stato possibile prima. Vedete, i cambiamenti sono stati sostanziali. Questo \u00e8 stato un esempio, potrei farne molti altri.<\/p>\n<p><strong>Si ricorda i suoi primi libri di patristica?<\/strong><\/p>\n<p>Recentemente, con l&#8217;aiuto del mio amico &#8211; un benedettino a Chevetogne e mio successore come bibliotecario, il nostro comune amico, padre Antoine &#8211; ho ricostituito la mia prima biblioteca patristica, perch\u00e9 avevo perso un pezzo o un altro. Era stata infatti la scoperta di questa letteratura che aveva originariamente formato nel mio spirito l&#8217;immagine di un monaco. Quando ho voluto diventare un monaco, ho fatto prima una ricerca letteraria, perch\u00e9 a Colonia, dove sono nato, non c&#8217;era alcun monastero benedettino, o di tipo classico, se volete. Gli altri ordini che esistevano non erano, ai miei occhi (e di fatto) monaci: erano fratelli.<\/p>\n<p>La mia prima biblioteca consisteva in una piccola selezione dei detti dei Padri del deserto &#8211; un minuscolo Paterikon. Non c&#8217;era nulla come le edizioni di grandi dimensioni che ci sono oggi in Occidente. (Qui avete sempre avuto esempi di Paterikon.) Poi due discorsi di San Giovanni Cassiano sulla preghiera, poi una piccola Filocalia &#8211; o, pi\u00f9 precisamente, estratti tradotti dal francese. C&#8217;era anche La vita e gli insegnamenti degli Startsi [Leben und Lehre der Starzen] di Igor Smolich, uno studioso emigrato che vive in Occidente, che ha scritto alcune cose molto importanti sul monachesimo russo, cose di cui sono venuto a conoscenza in questo modo. E, soprattutto, vi erano I racconti di un pellegrino russo nella prima edizione tedesca che risale al 1920. Aveva solo i primi quattro racconti &#8211; dato che questo libro \u00e8 costituito da pi\u00f9 parti; oggi \u00e8 uno spesso volume. Oggi finalmente sappiamo anche chi \u00e8 l&#8217;autore: lo ieromonaco Arsenij (Troepolskij). \u00c8 stato con l&#8217;aiuto di questa letteratura che si \u00e8 formata nel mio spirito l&#8217;immagine del monaco.<\/p>\n<p>Subito dopo aver letto I racconti di un pellegrino, ho iniziato a praticare la preghiera di Ges\u00f9 &#8211; a piedi, come ha fatto lui, perch\u00e9 andavo da casa mia all&#8217;universit\u00e0 attraverso un parco. Non avevo mai visto prima una corda da preghiera, ma ho imparato a usarne una molto prima di entrare in monastero e anche molto tempo prima di visitare l&#8217;Oriente. Quando ho fatto questo viaggio &#8211; ero allora uno studente di 21 anni &#8211; ho scoperto nella persona di un vecchio pro-igumeno, un abate, padre Serafino, l&#8217;icona vivente di un monaco. Cio\u00e8, prima c\u2019\u00e8 stata una scoperta letteraria, e poi c&#8217;\u00e8 stata la realt\u00e0. Una figura molto bella &#8211; non sapevo che fosse un gheronda o uno starets. Ecco come tutto \u00e8 iniziato.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 un vero monaco?<\/strong><\/p>\n<p>A mio avviso, l&#8217;ideale di un monaco si incarna nella figura dell\u2019abba. I primi padri del deserto erano figure carismatiche, se volete. Si deve prima aggiungere che &#8220;padre spirituale&#8221;, &#8220;abba&#8221; e &#8220;starets&#8221; o &#8220;gheron&#8221; &#8211; questi sono tutti la stessa cosa. Oggi si distingue talvolta tra questi tre aspetti, ma in realt\u00e0 un anziano (gheron o starets) \u00e8 un padre spirituale, che per rispetto si chiama abba.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"\u0441\u0445\u0438\u0430\u0440\u0445\u0438\u043c\u0430\u043d\u0434\u0440\u0438\u0442 \u0413\u0430\u0432\u0440\u0438\u0438\u043b \u0411\u0443\u043d\u0433\u0435\" width=\"660\" height=\"371\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cbUCmkNsa4E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><em>Video intervista in francese (sottotitoli in russo)<\/em><\/p>\n<p>Queste erano figure piuttosto sorprendenti e si pu\u00f2 dire che ciascuno incarna l&#8217;essenza del monachesimo, ma ognuno a modo suo: non ne esistono due identici. Proprio come pi\u00f9 tardi con gli startsi qui in Russia &#8211; dei quali ce ne sono stati molti, fino ai giorni nostri &#8211; che hanno sempre avuto qualcosa in comune e contemporaneamente sono stati completamente diversi l&#8217;uno dall&#8217;altro. Ogni incarna, a suo modo, l&#8217;essenza del monachesimo, e quindi le sue virt\u00f9 essenziali. Queste virt\u00f9 essenziali sono l&#8217;umilt\u00e0, la dolcezza, l&#8217;amore per il prossimo, e la preghiera incessante. Sono simultaneamente in comunione pepetua con Dio attraverso la preghiera e in comunione con i loro vicini. Per parafrasare le parole di Evagrio: &#8220;Separato da tutto e unito con tutti.&#8221; Questo \u00e8 l&#8217;obiettivo. Ognuno incarna questo obiettivo a modo suo. Non li si pu\u00f2 imitare. Ogni santo incarna a suo modo il cristiano.<\/p>\n<p><strong>Come ha fatto a capire che aveva una vocazione?<\/strong><\/p>\n<p>Di fatto \u00e8 stato molto semplice. Non hai bisogno di alcun terremoto o di altri eventi cosmici. Non conoscevo a quel tempo la vita di sant\u2019Antonio, ma poi ho saputo che aveva ricevuto la sua chiamata nello stesso modo. Ero un ragazzo quando sono andato in chiesa una domenica, e leggevano il Vangelo del giovane ricco [cfr. Matteo 1916-1930, Marco 10:17-31, Luca 18:18-30]. Ho subito capito che questo giovane ricco, quel giorno, ero io. Questa non era una parola rivolta a tutta l&#8217;umanit\u00e0: questa \u00e8 una chiamata che Cristo, quando lo desidera, indirizza a una persona specifica.<\/p>\n<p>Cristo ha chiamato i suoi discepoli singolarmente. Non ha fatto questo appello alla folla, ma ha sempre scelto due fratelli, e poi altri due fratelli: seguitemi. \u00c8 stata la stessa cosa con questo famoso giovane, che non voleva rispondere. Ho capito che questo ero io, ora, e che dovevo rispondere e, inoltre, che la risposta non poteva che essere &#8220;s\u00ec&#8221;. Curiosamente, ero certo al tempo stesso che questo &#8220;s\u00ec&#8221; significava che avrei dovuto diventare un monaco, anche se non avevo mai visto un monaco. Avevo letto alcuni Padri, ma non ero ancora stato in Grecia.<\/p>\n<p>In seguito ho cominciato a cercare il modo per realizzare questa chiamata. In Occidente non era cos\u00ec facile. Nel mondo ortodosso non c&#8217;\u00e8 che il monachesimo, mentre in Occidente esiste un&#8217;infinit\u00e0 di ordini e di istituzioni, e ognuno di questi ha le proprie specificit\u00e0, e quindi uno deve scegliere tra tutti questi. La scelta di un ordine vuol dire non fare ci\u00f2 che stanno facendo gli altri ordini. Alla fine ho deciso &#8211; o Dio mi ha guidato &#8211; di scegliere il pi\u00f9 antico ordine in Occidente: l&#8217;ordine benedettino, le cui radici risalgono all\u2019indivisa Chiesa cristiana del VII secolo, a un grande santo della nostra Chiesa. Vedete, \u00e8 stato tutto molto semplice.<\/p>\n<p>Ognuno \u00e8 chiamato a modo suo. Dio chiama tutti in modo personale, perch\u00e9 egli solo conosce il cuore dell&#8217;uomo. Egli solo ha creato il cuore umano, e solo lui lo pu\u00f2 conoscere, come \u00e8 detto nella Scrittura e nei Padri. Quindi uno \u00e8 chiamato alla vita coniugale, e un altro alla vita sacerdotale del servizio di un prete nel mondo, un altro alla vita monastica e, a volte, come nel mio caso, in seguito anche alla vita eremitica. Perch\u00e9, come sapete, per 32 anni ho vissuto da eremita nelle montagne del Ticino in Svizzera.<\/p>\n<p>Ricordo molto bene che, quando ho preso la decisione di partire per l&#8217;eremo, uno dei pi\u00f9 anziani monaci, il fondatore di Chevetogne, Dom Lambert Beauduin, mi ha detto: &#8220;Io ti capisco: questa \u00e8 una seconda vocazione&#8221; Perch\u00e9 egli stesso aveva ricevuto una seconda vocazione. Era stato un monaco di Maredsous, uno dei principali monasteri in Belgio per molti anni, ma pi\u00f9 tardi, quando \u00e8 stato fondato Amay \/ Chevetogne, ha avuto questa vocazione. \u00c8 stato molto rischioso: lasciare una grande, potente, ricca abbazia e lanciarsi in questa avventura, perch\u00e9 nessuno in realt\u00e0 poteva prevedere se si sarebbe conclusa con un successo o con un fallimento. In un primo momento &#8211; era negli anni \u201820 &#8211; la gente lo guardava un po&#8217; storto, perch\u00e9 sembrava bizzarro ci\u00f2 che questo monaco voleva realizzare: costruire un ponte tra Oriente e Occidente. Ma \u00e8 stato un successo, come vedete. Essi esistono ancora e offrono i loro servizi in modo molto disinteressato. Ma per me questo non era sufficiente alla fine.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la differenza tra la vita monastica in Russia e in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 molto difficile dare una risposta, perch\u00e9 tutto \u00e8 in continua evoluzione, tutto \u00e8 in movimento. Il monachesimo ortodosso e quello cattolico condividono radici comuni, ma si sono evoluti in modo diverso negli ultimi 1700 anni. All&#8217;inizio erano molto vicini: c&#8217;era intercomunione durante il primo millennio e uno poteva passare da un monastero all&#8217;altro. Probabilmente sapete che i benedettini, gli amalfitani, furono tra i fondatori del Monte Athos. Cos\u00ec \u00e8 stato possibile coesistere. Ma pi\u00f9 tardi, alla fine del primo millennio, il monachesimo occidentale ha preso una direzione diversa, ma ora questa \u00e8 una questione di storia. E l&#8217;evoluzione \u00e8 continuata in Occidente &#8211; come pure in Oriente.<\/p>\n<p>In Russia, per parlare del monachesimo russo, c&#8217;\u00e8 stata questa rottura istituzionale &#8211; \u00e8 cos\u00ec che ho capito, in sostanza &#8211; con la soppressione pratica dell&#8217;istituzione del monachesimo e la distruzione completa dei monasteri. Ma a mio parere &#8211; e qui non sono d&#8217;accordo con i miei fratelli in Russia, che vedono le cose in altro modo &#8211; non vi era alcuna interruzione a livello spirituale. Poich\u00e9 nella persona degli anziani, l&#8217;essenza del monachesimo era sempre stata presente ed \u00e8 stata in effetti trasmessa. Non \u00e8 avvenuta la stessa cosa in Occidente: durante la Rivoluzione francese ci fu veramente una rottura completa. I vecchi monaci dei monasteri antichi non entrarono nei nuovi monasteri, che erano stati fondati da preti secolari, non da monaci. Questo era un monachesimo restaurato.<\/p>\n<p>Personalmente credo che i monaci di oggi in Russia farebbero molto meglio a concentrarsi sugli elementi di continuit\u00e0 spirituale, piuttosto che sull&#8217;aspetto di rottura istituzionale. Poich\u00e9 l&#8217;aspetto istituzionale \u00e8 umano, mentre il lato spirituale \u00e8 divino &#8211; \u00e8 lo Spirito Santo. Conosco un po&#8217; la storia del monachesimo in Oriente e in Occidente e ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato di particolare interesse per me \u00e8 il modo &#8211; molto diverso in Oriente e Occidente &#8211; in cui si \u00e8 ripresa la vita monastica dopo un periodo di decadenza. \u00c8 inevitabile che ci sia decadenza, le cose non rimangono mai allo stesso livello.<\/p>\n<p>Allora, che cosa si fa? In Occidente, si fanno riforme, riforme monastiche. Ma le riforme sono messe in atto dall\u2019alto &#8211; questa \u00e8 riforma istituzionale. La disciplina nei monasteri \u00e8 ripristinata o applicata pi\u00f9 severamente. Per esempio, i cistercensi volevano riformare l&#8217;Ordine benedettino, applicando la regola di San Benedetto alla lettera, ma questo non dur\u00f2 molto a lungo. Diventarono tanto decadenti, per cos\u00ec dire, quanto i benedettini. I trappisti sono una riforma dei cistercensi, una riforma della riforma. Bene. Ma anche questo non dur\u00f2 in eterno.<\/p>\n<p>Sono molto scettico su tutte le iniziative di riforma della Chiesa all&#8217;interno, perch\u00e9 si rimane a livello istituzionale. E credo &#8211; questa \u00e8 la mia personale convinzione &#8211; che l&#8217;uomo ha il diritto di riformare solo ci\u00f2 che egli stesso ha formato. Guardate le riforme, istituzionali, costituzionali, militari, monetarie, quelle che volete &#8211; queste sono riforme delle istituzioni umane. Cos\u00ec l&#8217;uomo pu\u00f2 modificarle quando necessario. Ma la vita spirituale non pu\u00f2 essere riformata. Si possono solo fare o creare &#8211; e questo \u00e8 il compito della gerarchia, dei vescovi e patriarchi &#8211; condizioni favorevoli in modo che lo Spirito Santo possa, attraverso buoni monaci, rinnovare il monachesimo dall&#8217;interno.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 citare l&#8217;esempio della rinascita del monachesimo russo guidato da san Paissio (Velichkovskij), ma non c&#8217;\u00e8 bisogno di andare tanto indietro. Possiamo guardare alla Grecia: il Monte Athos nella prima met\u00e0 del XX secolo era in declino verso lo zero. Ci\u00f2 era dovuto a circostanze esterne, c&#8217;era anche l\u2019eredit\u00e0 della turcocrazia. I monasteri erano impoveriti, i fratelli non vivevano pi\u00f9 in comunit\u00e0, e tutti i pi\u00f9 grandi monasteri erano diventati idiorritmici. Cos\u00ec la disciplina era al suo livello pi\u00f9 basso. Non erano necessariamente monaci molto cattivi, ma ci\u00f2 non era secondo i canoni. Poi \u00e8 arrivata l&#8217;espulsione catastrofica della popolazione greca dall&#8217;Asia Minore negli anni \u201820, e i grandi monasteri non avevano pi\u00f9 le loro zone di reclutamento, perch\u00e9 tradizionalmente i grandi monasteri ricevevano vocazioni da diverse parti dell&#8217;Asia Minore. L\u00e0 c\u2019era stata una popolazione greca molto forte &#8211; nel Ponto, a Smirne. Quindi, ci fu il declino.<\/p>\n<p>Sono abbastanza vecchio per ricordare che vi furono calcoli statistici realizzati in Occidente per indicare la data in cui sarebbe morto l&#8217;ultimo monaco. Ma questi signori non sapevano che in segreto, negli eremi, il rinnovo era gi\u00e0 in corso. Poich\u00e9 il rinnovo non \u00e8 venuto dai grandi monasteri, ma dai eremi. Possiamo citare un nome che \u00e8 molto conosciuto qui in Russia: Giuseppe l\u2019Esicasta, che ha riposato nel Signore nel 1950, insieme a molti altri che non sono altrettanto noti. Ma da questa piccola comunit\u00e0, che viveva veramente in caverne come i primi padri esicasti, quattro grandi monasteri sono stati rinnovati dall\u2019interno &#8211; non vi fu alcuna riforma o intervento massiccio dall&#8217;esterno. Poi a poco a poco, per convinzione, tutti i monasteri sono tornati alla vita comune. La vita idiorritmica alla fine non \u00e8 pi\u00f9 esistita. Tutto questo \u00e8 stato fatto senza alcun intervento. E vorrei sperare che la gerarchia, perch\u00e9 questo \u00e8 il loro dovere, creer\u00e0 condizioni favorevoli.<\/p>\n<p>Una di queste condizioni, come sull\u2019Athos, \u00e8 la libera elezione degli abati. Ora non \u00e8 cos\u00ec, in Romania o in Russia. Naturalmente, questo non \u00e8 sempre possibile. A volte un monastero si trova in una situazione in cui non ci sono persone qualificate. Allora il vescovo, la gerarchia, deve intervenire. A questo proposito, l&#8217;esempio del rinascimento nell&#8217;era di san Paissio (Velichkovsky) \u00e8 molto significativo. La figura chiave qui era il Metropolita Gabriele (Petrov) di San Pietroburgo. Era un vescovo nominato dalla corte, ma anche un asceta &#8211; anche se ci\u00f2 non era visibile. Il suo attendente di cella era l\u2019anziano Teofane, che era stato discepolo di san Paissio (Velichkovksy), ed era stato in Moldova, in quanto non era pi\u00f9 possibile vivere come un buon monaco in Russia dopo le riforme di Pietro il Grande e Caterina. I monasteri erano diventati case per vecchi soldati, pi\u00f9 o meno. Cos\u00ec, quando, per esempio, fu necessario per rinnovare la vita a Valaam, il metropolita chiese a Teofane: &#8220;Chi possiamo inviare come abate?&#8221; Perch\u00e9 non si sarebbe potuto fare un abate sul posto. Quest&#8217;ultimo rispose: &#8220;Dobbiamo inviare Nazario. \u00c8 un monaco analfabeta, ma un grande monaco.&#8221; E di fatto questo Nazario rinnov\u00f2 completamente quell\u2019antico, grande monastero.<\/p>\n<p>Se desiderate rinnovare la vita spirituale in un monastero, prendete un monaco eccellente &#8211; magari sconosciuto, ma che sia noto per avere carisma spirituale. Solo il vescovo pu\u00f2 farlo. Il suo ruolo \u00e8 sussidiario, per cos\u00ec dire. Il monachesimo pu\u00f2 essere ravvivato dall\u2019interno &#8211; \u00e8 stato cos\u00ec migliaia di volte. Si tratta di un\u2019antica &#8220;istituzione&#8221; nella Chiesa. Si pu\u00f2 rinnovare dall&#8217;interno, ma gli si deve permettere di farlo. Un monastero non deve trasformarsi in una cava da cui i pi\u00f9 capaci sono estratti come vescovi. Ma il suo ruolo \u00e8 molto importante. Non c&#8217;\u00e8 concorrenza, non c&#8217;\u00e8 opposizione tra i monaci e la gerarchia. E molto spesso, come ho gi\u00e0 detto, senza l&#8217;intervento di un vescovo, forse i monaci stessi non sarebbero in grado di raggiungere questo obiettivo. Questo accade. E poi, in seguito alla nomina di un abate o badessa che sia un buon esempio monastico, il monastero rapidamente rivivere sulla base delle proprie risorse, che erano sempre state presenti.<\/p>\n<p><strong>Come si possono equilibrare preghiera e obbedienze?<\/strong><\/p>\n<p>Ho sempre fatto questa domanda a monaci e monache durante i miei viaggi. Ho avuto diversi colloqui con comunit\u00e0 femminili. Ci siamo riuniti nel refettorio, e le monache mi hanno fatto domande. Ho potuto vedere bene quale fosse il loro problema. Ma credo che questo sia un falso problema, o un falso antagonismo, per cos\u00ec dire. La cosa pi\u00f9 importante nella vita monastica \u00e8 la vita monastica. Ci\u00f2 significa che i monaci e le monache devono capire in cosa consiste la loro vita, quali sono le regole, quale \u00e8 lo scopo, quali sono le tappe, e quali sono le difficolt\u00e0 &#8211; ce ne sono di tutti i tipi. \u00c8 un processo, un processo progressivo.<\/p>\n<p>Quando un monaco o una monaca non sa queste cose, possono scoraggiarsi molto presto, perch\u00e9 sono sopraffatti dal lavoro e dalle obbedienze e non vedono l&#8217;obiettivo pi\u00f9 grande. A questo punto vorrei dire che \u00e8 dovere del padre spirituale, degli anziani veri &#8211; e che Dio ci conceda di avere sempre questi veri anziani, e non quelli falsi! &#8211; rivolgersi a un monaco o una monaca che dice, &#8220;non ce la faccio pi\u00f9, perch\u00e9 ho solo 24 ore in un giorno e posso solo eseguire la mia obbedienza oppure dire la mia regola di preghiera\u201d. Allora bisogna dire \u201cbene&#8221; e tornare all&#8217;essenziale, perch\u00e9 l&#8217;obiettivo della vita monastica, come disse san Giovanni Cassiano, \u00e8 la purezza del cuore &#8211; tutto il lavoro ascetico, l&#8217;obbedienza, l&#8217;umilt\u00e0 e sono necessari per la realizzazione di questo. E poi c&#8217;\u00e8 la preghiera incessante, l\u2019incessante contatto con Dio, la capacit\u00e0 di tenere sempre il pensiero di Dio nel proprio spirito &#8211; di &#8220;respirare il nome di Cristo&#8221;, come dice sant\u2019Antonio nella sua vita.<\/p>\n<p>Iniziando a un certo momento, non \u00e8 la quantit\u00e0 di preghiera (o di preghiere), ma la loro qualit\u00e0 che conta. Lo scopo della vita monastica non \u00e8 di dire tonnellate di preghiera. Naturalmente, in una comunit\u00e0 cenobitica i servizi divini sono essenziali &#8211; inoltre, i monaci non li servono solo per se stessi, ma tutta la Chiesa partecipa in loro. Ma non \u00e8 facendo tonnellate di preghiera che si prega, si deve tenere a mente la qualit\u00e0 della preghiera. La qualit\u00e0 della preghiera significa quell\u2019umile confessione del pubblicano nel tempio. Il fariseo ha fatto tonnellate di cose: il digiuno, l&#8217;elemosina, la preghiera, e Dio sa cos&#8217;altro. Egli stesso ha fatto una lista delle sue gesta, dei suoi podvig (sforzi ascetici)! Ma non era gradito a Dio, perch\u00e9 il suo cuore non era umile; era convinto che sarebbe stato salvato dalle sue opere. Per quanto riguarda la qualit\u00e0, il pubblicano non aveva assolutamente nulla, se non la preghiera. Un cuore contrito e umiliato (Salmo 50) &#8211; questo \u00e8 ci\u00f2 che Dio vuole, questo \u00e8 ci\u00f2 che piace a Dio. Questo non pu\u00f2 essere raggiunto in una sola volta o al proprio primo tentativo, ma \u00e8 l&#8217;obiettivo di tutta la nostra lotta ascetica.<\/p>\n<p>In definitiva, la vita spirituale diventa molto, molto semplice. Quando lo spirito \u00e8 costantemente collegato con Dio, nel ricordo di Dio, allora possiamo fare tutto ci\u00f2 che ci \u00e8 richiesto, tutto ci\u00f2 che la nostra forza ci permette di fare. Il cuore \u00e8 a riposo.<\/p>\n<p><strong>Che cosa le chiedono pi\u00f9 spesso i laici, e che consigli d\u00e0 loro?<\/strong><\/p>\n<p>Di fatto, i laici arrivano all&#8217;eremo con pi\u00f9 o meno le stesse domande dei monaci: vengono con domande sulla vita spirituale, su come vivere una piena vita cristiana mentre sono circondati dal rumore del mondo. Io do loro gli stessi consigli che do ai monaci, ma la regola che do a ogni persona \u00e8 adatta alle loro condizioni di vita. Non posso dare a un giovane uomo sposato con quattro figli, la stessa regola che darei a un uomo pi\u00f9 anziano che vive da solo. La stessa cosa \u00e8 per quanto riguarda una madre di famiglia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, vedete, non ci sono due spiritualit\u00e0 diverse. Non si pu\u00f2 essere qualcosa di pi\u00f9 di un cristiano. Un monaco non \u00e8 pi\u00f9 di un cristiano. Cerca di diventare un cristiano, con i mezzi che i Santi Padri hanno messo nelle nostre mani. Quindi posso dare gli stessi consigli che do ai monaci, ma sempre adattati alle circostanze della propria vita, la propria et\u00e0, e pure la propria et\u00e0 spirituale.<\/p>\n<p>Ci sono molti cristiani che vivono nel mondo, come per esempio madri di famiglia, che conducono una vita di preghiera molto intensa. Ma quando nasce un primo figlio, e poi un secondo e un terzo, certe cose diventano molto difficili. Per chi aveva l&#8217;abitudine di leggere un certo numero di acatisti, ora, con tutte queste piccole persone rumorose ai suoi piedi, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec facile. Quindi ha bisogno di scegliere i momenti giusti nel corso della giornata.<\/p>\n<p><strong>Padre Gabriel, si sente spesso dire che le opere dei Santi Padri sono state scritte per persone vissute secoli fa &#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Ma l&#8217;uomo rimane lo stesso. Anche le tentazioni rimangono le stesse. L&#8217;obiettivo della vita cristiana rimane lo stesso. Gli avversari, i demoni, rimangono gli stessi. E sono i pi\u00f9 grandi ecumenisti: essi non fanno distinzione tra confessioni, tormentando tutti i cristiani a prescindere dalla chiesa a cui appartengono. Personalmente, ho l&#8217;abitudine di dare per prima cosa a tutti alcuni testi di base, come il Paterikon &#8211; i detti dei Padri del deserto &#8211; perch\u00e9 questo \u00e8 il Vangelo cos\u00ec come vissuto nel deserto. Questo \u00e8 comprensibile a chiunque. Consiglio anche libri simili di questo genere. In una certa misura questo \u00e8 il mio bagaglio personale che &#8211; grazie a Dio! &#8211; \u00e8 stato messo nelle mie mani sin dall&#8217;inizio. Perch\u00e9 se ottenete un gusto per l&#8217;essenziale e l&#8217;autentico (e questi libri sono i pi\u00f9 antichi che abbiamo), poi potete leggere tutto quello che volete, come per esempio un libro scritto oggi. Perch\u00e9 allora il vostro palato, la vostra bocca, sar\u00e0 in grado di distinguere tra il reale e il falso. In primo luogo abbiamo bisogno di affinare il palato, il gusto. E qui \u00e8 il Vangelo e i testi fondamentali del monachesimo &#8211; o di ci\u00f2 che chiamiamo la vita spirituale &#8211; perch\u00e9 nelle Scritture, nel Vangelo e in San Paolo, abbiamo i principi della vita cristiana. Ma nei Santi Padri (sto parlando dei padri spirituali ora, non dei grandi teologi) si vede come questo \u00e8 stato messo in pratica.<\/p>\n<p>Pertanto, le vite dei santi, che sono state sempre molto lette in Russia, sono eccellenti, perch\u00e9 si pu\u00f2 vedere come il Vangelo \u00e8 vissuto concretamente. Non si pu\u00f2 imitarle, ma si pu\u00f2 vedere come tutto questo \u00e8 stato possibile in una circostanza o in un\u2019altra. Mi piace molto leggere le vite dei santi, comprese le vite dei santi recenti. E mi dico sempre: se qualcuno \u00e8 stato in grado di resistere fino alla fine nelle condizioni intollerabili dei campi di prigionia, allora, nelle mie condizioni veramente favorevoli, devo anch\u2019io essere in grado di farlo &#8211; anche se non posso imitarlo in quel modo.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima domanda: quante lingue conosce?<\/strong><\/p>\n<p>Ho imparato l&#8217;inglese a scuola e l&#8217;ho parlato fin da bambino, poi ho vissuto in Belgio per diciassette anni, e parlo francese. Vivo da 32 anni nella Svizzera italiana, e parlo italiano. Quindi queste quattro lingue, includendo il mio tedesco nativo. Parlo un po\u2019 di \u00a0altre lingue &#8211; ma, ahim\u00e8, troppo poco russo, che ho imparato quando ero giovane in monastero. Ho studiato la grammatica dieci volte, ma a causa delle altre lingue tutto resta un po\u2019 confuso nella mia testa. Avrei bisogno di vivere nel paese per far rivivere tutto ci\u00f2 che \u00e8 nella mia testa, ma sapete che \u00e8 difficile mettere qualcosa di nuovo in una testa vecchia. La gente lo parla molto velocemente, e senza prestare attenzione al fatto che il mio vocabolario \u00e8 limitato al linguaggio ecclesiastico e liturgico. Ma quando si parla di vita quotidiana &#8211; senza parlare della letteratura &#8211; mi sono gi\u00e0 perduto.<\/p>\n<p>Intervista del 14 dicembre 2012<\/p>\n<p>fonte: <a href=\"http:\/\/www.ortodossiatorino.net\/DocumentiSezDoc.php?cat_id=31&amp;id=823&amp;locale=it\">www.ortodossiatorino.net<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>P. Gabriel (Bunge) \u00e8 nato nel 1940 a Colonia, in Germania, da padre luterano e madre cattolica. All&#8217;et\u00e0 di ventidue anni \u00e8 entrato nell&#8217;Ordine benedettino in Francia, \u00e8 stato ordinato sacerdote nel 1972. Ha dedicato molti anni allo studio delle opere di Evagrio Pontico. Dal 1980 ha vissuto nello skit (eremo) della Santa Croce nel &hellip; <a href=\"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/2013\/12\/02\/non-si-puo-essere-qualcosa-di-piu-di-un-cristiano-una-conversazione-con-padre-gabriel-bunge\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Non si pu\u00f2 essere qualcosa di pi\u00f9 di un cristiano: una conversazione con padre Gabriel Bunge<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-38","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38\/revisions\/42"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ortodossia.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}